
Le mura di pietra color miele si tingono di arancio quando il sole scende oltre le colline che circondano Tbilisi. Dalla sommità della collina di Narikala, a oltre 700 metri sul livello del mare, il panorama si apre sul gorge del fiume Mtkvari — che i georgiani chiamano anche Kura — e sul quartiere dei bagni sulfurei di Abanotubani, con le sue cupole a forma di alveare che sbuffano vapore bianco nell'aria della sera. È un'immagine che si fissa nella memoria con la precisione di una fotografia.

La fortezza di Narikala è una delle strutture più antiche di Tbilisi: le prime costruzioni risalgono al IV secolo d.C., quando la città era già un crocevia strategico tra il mondo persiano e quello caucasico. Nel corso dei secoli, la cittadella fu ampliata e modificata da Arabi, Mongoli e infine dai re georgiani della dinastia Bagrationi. Un terremoto devastante nel 1827 causò il crollo di gran parte delle strutture, lasciando le rovine suggestive che si vedono ancora oggi. Proprio questa parziale distruzione le conferisce una qualità quasi teatrale: i muri mancanti funzionano come cornici naturali sul paesaggio sottostante.
Cosa si vede dalla cima

Salire a Narikala significa guadagnarsi uno dei punti di osservazione più completi sulla città vecchia di Tbilisi. Dall'alto si distinguono chiaramente i tetti in legno sporgente delle case tradizionali georgiane del quartiere di Kala, con i loro balconi intagliati che sembrano sfidare la gravità. Più in basso, le cupole color mattone di Abanotubani segnano il cuore del distretto dei bagni sulfurei, attivi da secoli grazie alle sorgenti naturali che emergono dalla roccia vulcanica.
All'interno del perimetro della fortezza si trova la Chiesa di San Nicola, ricostruita negli anni Novanta del Novecento dopo che l'edificio originale medievale era andato distrutto. La chiesa è piccola, con affreschi interni relativamente recenti, ma la sua posizione — incastonata tra le rovine antiche — crea un contrasto visivo notevole. Poco distante, le mura perimetrali mostrano stratificazioni murarie di epoche diverse, con tecniche costruttive che cambiano visibilmente da un tratto all'altro.

Il tramonto: perché vale l'attesa
L'ora d'oro a Narikala dura circa quaranta minuti, ma la qualità della luce cambia rapidamente. Nei primi minuti dopo le diciotto — in estate l'orario varia, ma in primavera e autunno il tramonto cade tra le diciotto e le diciannove — il sole illumina direttamente le cupole di Abanotubani, che diventano quasi luminescenti. Il vapore delle sorgenti sulfuree, normalmente invisibile, si trasforma in colonne dorate. Il Mtkvari, che scorre in basso nel gorge, riflette le ultime luci con un effetto quasi metallico.

Man mano che il sole scende, le ombre si allungano sulle rovine e le mura di pietra assumono sfumature che vanno dall'ambra al rosso scuro. La città vecchia si accende progressivamente delle luci serali, e si comincia a sentire il profumo di carne alla brace provenire dai ristoranti del quartiere sottostante. È uno di quei tramonti che si guardano in silenzio, non per mancanza di parole, ma perché le parole sembrano insufficienti.
Come arrivare e consigli pratici

Il modo più comodo per salire a Narikala è la funivia che parte dal Parco Rike, sulla sponda sinistra del Mtkvari. Il biglietto costa pochi lari georgiani — equivalenti a meno di due euro — e in pochi minuti porta direttamente nei pressi della fortezza. In alternativa, si può salire a piedi dal quartiere di Abanotubani attraverso un percorso lastricato che richiede circa venti minuti di cammino in salita.
L'accesso alla fortezza è libero e gratuito. Il consiglio più utile è arrivare almeno un'ora prima del tramonto per scegliere con calma il punto di osservazione migliore: i tratti di mura sul lato ovest offrono la visuale più ampia sul gorge, mentre quelli sul lato est guardano verso i quartieri più moderni della città. Nei fine settimana estivi la collina si affolla, quindi chi cerca tranquillità dovrebbe preferire i giorni feriali o i mesi di spalla come marzo, aprile e ottobre. Portare scarpe comode è essenziale: il terreno è irregolare e alcuni tratti di mura sono percorribili solo su superfici in pietra sconnessa.
Prima e dopo: cosa abbinare alla visita
Scendendo dalla funivia verso il Parco Rike, si passa accanto alla Cattedrale della Santissima Trinità di Tbilisi, nota come Sameba, la cui cupola dorata è visibile da quasi ogni punto della città. Non si trova a Narikala, ma il percorso serale dalla fortezza al quartiere di Abanotubani è uno dei più piacevoli di Tbilisi: si attraversa il ponte della Pace, una struttura in vetro e acciaio inaugurata nel 2010, e si entra direttamente nel cuore dei bagni sulfurei, dove molti visitatori concludono la serata con un bagno nelle acque calde che emergono dalla roccia a temperatura naturale costante.
