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Sant’Agata de’ Goti — Sant'Agata Dé Goti
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Sant’Agata de’ Goti

La cittadella storica si erge su una propaggine tufacea tra il Martorano e il Riello, due affluenti del fiume Isclero, che formano uno spettacolare incrocio di profondissimi valloni, in era geologica epicentro di un violentissimo sisma; l'intera città si sviluppa alle falde del m...

Photo · Lara K.

Sant’Agata de’ Goti — Sant'Agata Dé Goti, Italia.

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Sant’Agata de’ Goti - Sant'Agata Dé Goti | Secret World Trip Planner

La cittadella storica si erge su una propaggine tufacea tra il Martorano e il Riello, due affluenti del fiume Isclero, che formano uno spettacolare incrocio di profondissimi valloni, in era geologica epicentro di un violentissimo sisma; l'intera città si sviluppa alle falde del monte Taburno (1394 m), oltre il torrente Martorano. La pianta del centro storico è fatta a semicerchio e misura un chilometro in lunghezza. Tutt’intorno si estendono le colline. Nella zona nord del territorio sono venute alla luce delle necropoli che risalgono al 300 a.C..

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Il borgo di Sant’Agata de’ Goti è ricco di splendidi monumenti, a partire dal Castello ducale, eretto dai Longobardi e poi modificato e ampliato nell’XI secolo dai Normanni.

Molte le chiese da visitare: il Duomo o Cattedrale dell’Assunta, fondato nel 970, conserva pregevoli opere artistiche e una cripta romanica. La Chiesa di Sant’Angelo in Munculanis risale all’epoca longobarda. La Chiesa dell’Annunziata del 1300, che un tempo era fuori città, ora è completamente inglobata nel borgo. La Chiesa di San Mennato risale al XII secolo. La Chiesa di San Francesco è sede di una mostra archeologica con una sezione dedicata ai Sanniti e una sezione dedicata al periodo longobardo.

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Tanti gli eventi che si svolgono nel borgo. Il più famoso è l’Infiorata del Corpus Domini. Ogni anno le piazze del centro storico ospitano gli altarini per il passaggio della processione e sono decorati con migliaia di fiori colorati.

Sant’Agata è stata spesso set cinematografico. Qui sono stati girati molti film e cortometraggi. Tra gli altri ‘Il resto di niente’, ispirato all’omonimo romanzo di Enzo Striano, ‘La mia generazione’, con Silvio Orlando, Claudio Amendola e Stefano Accorsi, ‘L’imbroglio nel lenzuolo’ con Maria Grazia Cucinotta e Nathalie Caldonazzo e il film di Alessandro Siani ‘Si accettano miracoli’, con Fabio de Luigi e Serena Autieri.

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Il toponimo Sant'Agata de' Goti, così come oggi noi lo conosciamo, si forma in due differenti periodi storici. Fu nel corso del VI secolo infatti che la città fu intitolata alla santa catanese. Si deve invece alla presenza in città della famiglia francese dei De Goth (la stessa di Papa Clemente V), alla quale Roberto d'Angiò concesse il feudo di Sant'Agata nel 1300, il "de' Goti". È infatti solo durante il XIV secolo che il toponimo, così come lo conosciamo oggi, compare per la prima volta in uno scritto ufficiale. Un'altra tesi, invece, attribuisce il "de' Goti" al passaggio dei Goti in questi territori nel corso del VI secolo. La storia

Gli storici concordano[4] sull'ipotesi che l'attuale centro abitato di Sant'Agata de' Goti sorga sul territorio dove un tempo si estendeva l'antica città caudina di Saticula. Necropoli sannite sono infatti venute alla luce nella zona nord del territorio santagatese, nell'area compresa tra il fiume Isclero ed il comune di Frasso Telesino. Il villaggio di Saticula venne citato da Tito Livio prima e da Virgilio poi nel testo dell'Eneide[5].

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Durante le vicende inerenti alla seconda guerra sannitica (315 a.C.) Saticula venne occupata dal dittatore Lucio Emilio ma il villaggio resistette in assedio per due anni e fu presa solo grazie all'intervento di Quinto Fabio Massimo Rulliano. Dedotta nel 313 a.C. a colonia romana, restò fedele a Roma durante la seconda guerra punica. È a questo punto che probabilmente gli insediamenti abitativi si allontanano dalla valle dell'Isclero per spostarsi più a Sud. Ville di epoca romana sono state infatti rinvenute nella zona a sud di Sant'Agata. Non si può invece dire quando sia stata per la prima volta abitata la rocca tufacea che oggi ospita il centro storico di Sant'Agata, sicuramente abitata ai tempi della venuta dei Longobardi. Durante la guerra civile Saticula si schierò con Gaio Mario e per questo motivo fu poi rasa al suolo dagli uomini di Lucio Cornelio Silla.

Man mano che i Romani perdevano il controllo sull'intera penisola il territorio di Saticula divenne sempre più teatro delle scorribande delle tribù barbare degli Unni, dei Vandali e dei Goti. Così per molto tempo si è pensato di attribuire l'origine del toponimo "de' Goti" alla venuta in Campania dei Goti. La tesi appare però oggi meno accreditata rispetto a quella che attribuisce il nome della città alla famiglia francese dei De Goth. Infatti è solo dopo il 1300 che i carteggi ufficiali riportano il toponimo completo.

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Ufficialmente si trova notizia per la prima volta del toponimo Sant'Agata nel 568 quando viene fondato dai longobardi l'omonimo gastaldato. A seguito dell'alleanza con i bizantini la città viene assediata e conquistata da Ludovico II nell'866 mentre nel 1066 passa sotto il dominio dei normanni. Nel 1230 fu ceduta a Papa Gregorio IX per poi passare nelle mani dei Siginulfo e degli Artus. Gli Artus reggono la città dal 1270 al 1411, ma con molte interruzioni. È in questo periodo che in città arrivano i De Goth, famiglia francese legata a quel Bertrand de Got che sarà Papa con il nome di Clemente V. Nel 1506 Sant'Agata diviene possedimento dei Della Ratta[6], nel 1532 di Giovanni de Rye, dei Ram, sino al 1548, dal 1572 al 1636 dei Cosso o Coscia[6] e infine nel 1696 dei Carafa, conti di Cerreto Sannita che la tennero sino all'abolizione del feudalesimo avvenuta nel 1806[7].

Sede vescovile dal 970 fino al 1986, quando è stata aggregata alla diocesi di Telese e Cerreto Sannita, ha avuto tra i suoi vescovi Sant'Alfonso Maria de' Liguori, alla guida della diocesi per tredici anni, e Felice Peretti, vescovo dal 1566 al 1571, poi Papa con il nome di Sisto V.

Nel 2004, assieme alla città di Cerreto Sannita, è stato uno dei due comuni della Campania ad essere insignito del marchio di qualità "Bandiera Arancione" del Touring Club. Marchio che detiene ancora oggi.

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