
Quattrocentoquattordici colonne romane reggono il portico della Grande Moschea di Kairouan, ognuna strappata da templi e basiliche dell'Africa romana e rimontata qui con una logica estetica che mescola marmo bianco, granito grigio e pietra calcarea gialla. Nessuna colonna è identica all'altra: capitelli corinzi si alternano a fusти lisci o scanalati, creando una foresta ibrida che racconta due civiltà sovrapposte. Camminare sotto questi archi a ferro di cavallo significa attraversare fisicamente il momento in cui il mondo antico divenne medievale.

La moschea fu fondata nel 670 d.C. dal generale arabo Uqba ibn Nafi, durante la prima grande espansione islamica in Nord Africa. Nella sua forma attuale, tuttavia, l'edificio riflette soprattutto i rifacimenti della dinastia aghlabide, che governò la regione tra l'800 e il 909 d.C. e trasformò Kairouan in uno dei centri intellettuali e religiosi più influenti del Mediterraneo. È una delle moschee più antiche del mondo islamico ancora in funzione, e ogni dettaglio architettonico porta la firma di quei secoli di stratificazione.
Il mihrab del IX secolo: ceramiche che non si trovano altrove

L'elemento più straordinario dell'interno è il mihrab, la nicchia che indica la direzione della Mecca. Le sue pareti sono rivestite con oltre centoquaranta mattonelle in ceramica a lustro metallico, importate da Baghdad intorno all'862 d.C. su commissione dell'emiro aghlabide Abu Ibrahim Ahmad. La tecnica del lustro, che prevede una doppia cottura e l'uso di ossidi metallici per ottenere riflessi dorati e madreperlacei, era all'epoca una specialità degli artigiani mesopotamici. Queste mattonelle rappresentano uno dei più antichi esempi sopravvissuti di questo tipo di ceramica islamica nel mondo, e i non-musulmani possono osservarle da vicino dall'ingresso della sala di preghiera, senza poter accedere all'interno.
Il mihrab è affiancato da due colonne in marmo di Carrara con capitelli finemente intagliati, probabilmente di reimpiego romano. Il contrasto tra la freddezza del marmo bianco e il calore ambrato delle ceramiche crea un effetto visivo che nessuna fotografia restituisce completamente. Il minbar, il pulpito in legno di teak scolpito, risale anch'esso al IX secolo ed è considerato il più antico minbar in legno intagliato ancora esistente nel mondo islamico.

Il minareto: la torre che ha definito un modello
Il minareto a tre livelli che domina il cortile è una struttura massiccia e quasi militare, costruita con blocchi di pietra squadrata che ricordano più una torre di avvistamento romana che un campanile orientale. Alto circa 31 metri, è considerato il prototipo del minareto a pianta quadrata che si diffuse poi in tutto il Maghreb e nella penisola iberica, fino alle torri delle moschee di Siviglia e Marrakech. La sua forma è quella di tre parallelepipedi sovrapposti di dimensioni decrescenti, senza ornamenti superflui: l'eleganza è tutta nella proporzione.

Dal cortile lastricato, che misura circa 9.000 metri quadrati, si vede il minareto riflesso nella grande vasca centrale che raccoglieva l'acqua piovana. La cisterna, ancora visibile, era un elemento tecnico fondamentale in una città del Maghreb dove l'acqua era una risorsa preziosa. Oggi il cortile è il punto di accesso principale per i visitatori non musulmani, che possono girare liberamente intorno alla sala di preghiera senza entrarvi.
La medina di Kairouan: un contesto quasi intatto

La Grande Moschea non è un monumento isolato: è il cuore di una medina dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1988, che conserva ancora la sua struttura urbanistica medievale con souk specializzati, fondaci e hammam storici. A differenza di Tunisi o Fez, Kairouan non ha ancora subito una pressione turistica massiccia, il che significa che i vicoli intorno alla moschea sono frequentati soprattutto da residenti locali. I negozi vendono tappeti lavorati secondo tecniche tradizionali berbere e arabe, per cui la città è famosa in tutta la Tunisia.
Il tempo necessario per visitare la moschea e passeggiare nella medina è di circa tre o quattro ore. Il biglietto d'ingresso per i non-musulmani include la moschea e altri siti storici della città, come le cisterne aghlabide. Il momento migliore per visitare è la mattina presto, quando la luce radente illumina le colonne del portico e il calore non è ancora opprimente. Kairouan si raggiunge facilmente in autobus o louage — il taxi collettivo tunisino — da Tunisi in circa due ore, oppure da Sousse in meno di un'ora. Durante il Ramadan gli orari di accesso ai non-musulmani si riducono: è consigliabile verificare in anticipo.
