
Le pareti rosse scendono per oltre 80 metri verso il letto del fiume Charyn, e il silenzio è quasi fisico. Ci si trova nel cuore delle steppe kazake, a circa 200 chilometri a est di Almaty, in un paesaggio che sembra strappato da un altro continente. Il Canyon di Charyn si estende per circa 154 chilometri lungo il corso del fiume omonimo, un affluente dell'Ili, e la sua sezione più celebre — la Valle dei Castelli — è quella che lascia senza parole chi la percorre a piedi per la prima volta.

Il paragone con il Grand Canyon americano è inevitabile, anche se le dimensioni sono ovviamente diverse. Ciò che colpisce non è la scala, ma la densità visiva: torri di arenaria rossa e arancione modellate dall'erosione per milioni di anni si affiancano in formazioni che ricordano guglie, fortezze e figure umane. La roccia che compone queste pareti è principalmente arenaria e conglomerato, depositata durante il Cenozoico e poi scolpita dall'acqua e dal vento nel corso di circa tre milioni di anni.
I colori del canyon nelle diverse ore del giorno

All'alba, quando il sole radente tocca le pareti orientali, la roccia si accende di un arancio quasi fluorescente. Le ombre lunghe disegnano ogni rilievo con precisione chirurgica, e i toni passano dal bordeaux scuro nelle zone ancora in ombra al giallo dorato nelle cime più esposte. È il momento in cui i fotografi si posizionano sul bordo superiore del canyon, prima di scendere lungo il sentiero che porta al fondovalle.
A mezzogiorno la luce diventa più dura e meno favorevole alla fotografia, ma permette di osservare i dettagli della roccia: le striature orizzontali di colori diversi — rosso, ocra, grigio, bianco — che raccontano strati geologici sovrapposti nel tempo. Al tramonto, invece, il canyon si trasforma ancora: le pareti occidentali si tingono di porpora e viola, mentre il fiume Charyn riflette il cielo arancione. Molti visitatori rimangono fino all'imbrunire proprio per assistere a questa trasformazione cromatica.

Il trekking nella Valle dei Castelli
Il percorso principale nella Valle dei Castelli è un sentiero ad anello di circa 2 chilometri che si snoda tra le formazioni rocciose più spettacolari. Non richiede attrezzatura tecnica, ma il terreno è sabbioso e irregolare, con alcuni tratti dove bisogna arrampicarsi su brevi gradoni naturali. Il dislivello complessivo è limitato, ma il caldo può essere intenso in estate, con temperature che superano regolarmente i 35 gradi Celsius tra luglio e agosto.

Lungo il sentiero si incontrano formazioni a cui i visitatori hanno dato nomi informali nel tempo: colonne isolate, archi naturali in formazione, pareti con venature bianche che sembrano marmo. Il fondovalle, dove scorre il fiume, è raggiungibile in circa 40 minuti di camminata dal parcheggio principale. Qui la vegetazione cambia improvvisamente: pioppi e salici crescono lungo le rive, e in primavera il contrasto tra il verde intenso della vegetazione riparia e il rosso delle pareti è particolarmente marcato.
Come arrivare e informazioni pratiche

Il Canyon di Charyn si trova nel Parco Nazionale di Charyn, istituito nel 2004. L'ingresso al parco prevede il pagamento di un biglietto, il cui costo si aggira intorno ai 1.000-1.500 tenge per i visitatori stranieri, anche se le tariffe sono soggette a variazioni. Dal parcheggio principale alla Valle dei Castelli è disponibile un servizio di navetta a pagamento per chi non vuole percorrere il tratto iniziale a piedi.
Da Almaty si raggiunge il canyon in circa 3-4 ore di auto, percorrendo la strada verso est in direzione del confine con la Cina. Non esiste un collegamento diretto in autobus pubblico fino al canyon, quindi la soluzione più comune è noleggiare un'auto o unirsi a un tour organizzato partendo da Almaty. Il periodo migliore per la visita è la primavera (aprile-maggio) o l'autunno (settembre-ottobre), quando le temperature sono più moderate e la luce è particolarmente favorevole. In estate è consigliabile partire all'alba e portare almeno due litri d'acqua a persona, poiché lungo il sentiero non ci sono punti di rifornimento.
Cosa osservare con attenzione sul posto
Camminando vicino alle pareti del canyon si possono osservare a occhio nudo le diverse stratificazioni geologiche: bande di colore che variano dall'ocra chiaro al rosso mattone fino al grigio verdastro, ciascuna corrispondente a un periodo climatico diverso. In alcune sezioni, piccoli cristalli di gesso affiorano dalla roccia e brillano alla luce diretta del sole.
Sul bordo superiore del canyon, guardando verso il basso, si percepisce chiaramente la profondità delle pareti — in certi punti superiore agli 80 metri — e si vede il nastro argenteo del fiume Charyn scorrere nel fondovalle. In lontananza, nelle giornate limpide, si intravedono le cime innevate del Tian Shan, il sistema montuoso che segna il confine con il Kirghizistan. È un panorama che mette in prospettiva la scala del paesaggio kazako.
