Approdati qui la sensazione è quella di essere a un passo dal Paradiso, con i falchi che sorvegliano tutto dall’alto delle falesie, la natura ancora intatta, le scogliere e le piccole insenature. Lampedusa conserva anche tracce di un passato epico, con il passaggio di fenici, greci, romani e arabi. Anche se fu Ferdinando II di Borbone a impiantarvi la prima colonia nel 1843. L'abitato si concentra nell'estremità meridionale, da cui una strada di circa 2 km verso ovest conduce al santuario della Madonna di Lampedusa (patrona dell'isola), un piccolo edificio immerso fra buganvillee multicolori. Santuario costruito nel XVII secolo in sito isolato su un importante percorso stradale medievale. La vicenda della fondazione, in seguito al rinvenimento di un'immagine miracolosa da parte del castellarese Andrea Anfosso, è descritta su due lapidi e in un affresco del pronao della struttura.
La strada che porta al santuario è fiancheggiata da 15 cappellette che rappresentano i misteri del Rosario. Il santuario è stato edificato in seguito al ritorno al suo borgo natale di un tale Andrea Anfosso. Infatti si narra che questi nel 1561 sia stato catturato dai turchi e trasportato nell'isola di Lampedusa, in Sicilia, da dove riuscì a fuggire e, avendo costruito una barca con mezzi di fortuna, sia tornato a Castellaro usando come vela la sacra immagine della Madonna che ancora oggi si venera nel santuario.
L'edificio è stato edificato, come ex-voto, nella prima meta del Seicento, con chiesa e con porticati centrale e laterali. Sulla facciata due iscrizioni, una in latino e una in italiano, e un affresco illustrano l'evento "miracoloso" della salvezza di Andrea Anfosso. La struttura interna è a pianta centrale. Sull'altare maggiore è custodita l'immagine sacra della Madonna con Bimbo e Santa Caterina. Nel 1887 si registra il crollo del tetto, proprio durante le Sacre Ceneri, causando quarantasette morti. All'interno sono conservati numerosi ex-voto a testimonianza dei diversi atti di fede e di ringraziamento.