Nel cuore di Bucarest, lungo il Calea Victoriei, sorge un edificio imponente che per decenni ha ospitato il Palazzo delle Poste Centrali. Oggi quella struttura neoclassica, costruita tra il 1894 e il 1900 su progetto dell'architetto Alexandru Săvulescu, è la sede del Museo Nazionale di Storia della Romania. L'edificio stesso è già un reperto: le facciate in stile eclettico, con elementi neoromani e decorazioni scultoree, anticipano la grandiosità delle collezioni custodite al suo interno.
Il museo conserva oltre tre milioni di pezzi distribuiti in esposizioni permanenti e temporanee, che coprono un arco cronologico che va dalla preistoria fino al XX secolo. Non è una semplice raccolta enciclopedica: ogni sala racconta una fase precisa della storia dei territori che oggi formano la Romania, con oggetti che spesso non hanno equivalenti in nessun altro museo europeo.
Il tesoro di Pietroasele: l'oro dei Visigoti
La collezione più celebre del museo è senza dubbio il Tesoro di Pietroasele, noto anche come il tesoro dei Goti o «Cloșca cu puii de aur» — la chioccia con i pulcini d'oro. Scoperto nel 1837 nei pressi del villaggio di Pietroasele, in Muntenia, il tesoro è composto da dodici oggetti in oro massiccio decorati con pietre preziose e vetro policromo, realizzati probabilmente nel IV secolo d.C. e attribuiti alla cultura visigota. Il peso complessivo dei pezzi supera i diciotto chilogrammi d'oro.
Tra gli oggetti più straordinari spicca la grande patera, una coppa cerimoniale decorata con figure mitologiche in altorilievo, e una serie di fibule e collane che mostrano una tecnica orafa di raffinatezza sorprendente per l'epoca. La sala che ospita il tesoro è allestita con illuminazione controllata e vetrine blindate: i visitatori possono avvicinarsi abbastanza da osservare i dettagli delle incastonature in granato e pasta vitrea, che ancora oggi conservano i loro colori originali.
La colonna di Traiano riprodotta in scala reale
Uno degli elementi più spettacolari del percorso permanente è il calco in gesso dell'intera Colonna Traiana di Roma, realizzato nel XIX secolo su commissione del governo romeno. I calchi sono disposti in sezioni lungo una galleria dedicata, permettendo di leggere il fregio narrativo — che celebra le guerre daciche del 101-102 e del 105-106 d.C. — senza dover alzare lo sguardo a trenta metri di altezza come accade davanti all'originale in piazza Venezia a Roma. Questa riproduzione è uno degli strumenti didattici più efficaci per comprendere la conquista romana della Dacia e la nascita del popolo romeno come sintesi tra cultura latina e dacia.
Accanto ai calchi, la sala espone armi, utensili e monete provenienti dagli scavi delle fortezze daciche dei Carpazi, tra cui materiali rinvenuti a Sarmizegetusa Regia, la capitale del regno di Decebalo. I reperti permettono un confronto diretto tra la civiltà dacia e quella romana, rendendo tangibile uno dei momenti fondativi della storia romena.
Arte medievale e gioielli reali
Le sale dedicate al Medioevo romeno ospitano icone su tavola, manoscritti miniati, oreficerie ecclesiastiche e armi da parata appartenute ai principi della Valacchia e della Moldavia. Tra i pezzi di maggior valore storico figurano oggetti legati a Mircea cel Bătrân e a Ștefan cel Mare, due dei sovrani medievali più importanti della storia romena, attivi rispettivamente tra la fine del XIV e la fine del XV secolo.
Una sezione separata è dedicata alla storia moderna e alla famiglia reale romena: vi sono esposti gioielli della Corona, uniformi, documenti diplomatici e oggetti personali dei sovrani della dinastia Hohenzollern-Sigmaringen, che regnò in Romania dal 1866 al 1947. Chi ha interesse per la storia politica europea troverà in queste sale un punto di osservazione insolito sul ruolo della Romania tra le due guerre mondiali.
Informazioni pratiche per la visita
Il museo si trova al numero 12 di Calea Victoriei, raggiungibile a piedi dalla stazione della metropolitana Universitate (linee M1 e M2) in circa dieci minuti. Il biglietto intero per i visitatori stranieri adulti si aggira intorno ai 15-20 lei romeni, una cifra equivalente a pochi euro. Il momento migliore per visitare è la mattina nei giorni feriali: le sale del tesoro di Pietroasele tendono ad affolllarsi nel pomeriggio e nei fine settimana, rendendo difficile avvicinarsi alle vetrine. Calcolare almeno due ore e mezza per un percorso completo è realistico; chi vuole approfondire la sezione dacica e quella medievale dovrebbe prevedere anche tre ore. Il museo è chiuso il lunedì, come la maggior parte dei musei statali romeni.
Prima di uscire, vale la pena fermarsi al piano terra dove sono allestite le mostre temporanee: il museo collabora regolarmente con istituzioni europee e le esposizioni ospitate negli ultimi anni hanno riguardato temi che vanno dalla preistoria dei Balcani alle rotte commerciali del Mar Nero, offrendo ogni volta una prospettiva diversa sullo stesso patrimonio permanente.