Nel cuore di Napoli, all'interno della storica Chiesa di San Severo fuori le Mura, il 21 dicembre 2019 si è svolto un evento straordinario che ha fuso l'arte contemporanea con temi senza tempo. La Cappella dei Bianchi è diventata sede della mostra permanente "Figlio Velato" dello scultore Jago, un'installazione che promette di affascinare i visitatori fino al dicembre 2025. Questo capolavoro, ricavato da un unico blocco di marmo, raffigura un giovane avvolto da un velo, simbolo della perdita dell'innocenza nei nostri tempi. Si ispira al celebre "Cristo velato" di Giuseppe Sammartino, ma mentre l'opera di Sammartino commemora una morte sacrificale per la collettività, la scultura di Jago ci mette di fronte alla cruda realtà del mondo di oggi, esortandoci ad affrontare la condizione delle sue vittime innocenti.
Jago, nato nel 1987 a Frosinone, si è affermato come figura di rilievo nel mondo dell'arte, fondendo tecniche tradizionali e mezzi moderni. Dopo aver affinato il suo mestiere a Roma e Verona, si è avventurato a New York, dove il suo lavoro ha assunto nuove dimensioni. Conosciuto per il suo abile uso dei social media e dei video per condividere il suo percorso creativo, Jago è stato giustamente definito un "artista sociale". Il suo approccio non solo colma il divario tra creatore e osservatore, ma inserisce le sue sculture nel più ampio discorso della vita contemporanea.
Il viaggio di "Veiled Son" dal concepimento a New York al suo luogo di riposo finale a Napoli è una testimonianza della visione di Jago e dello sforzo collaborativo dietro il progetto.
Osservata da Luca Iavarone e sostenuta da Coop4Art e dall'Arciconfraternita dei Bianchi di Sant'Antonio di Padova a San Severo Massimo, la scultura torna ad arricchire il patrimonio artistico del quartiere Sanità. In questo modo, il "Figlio velato" si pone non solo come opera d'arte ma come faro, invitando a riflettere sui temi profondi che incarna all'interno del ricco arazzo culturale di Napoli.
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