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Basilica di Santa Giusta

Via Manzoni, 2, 09096 Santa Giusta OR, Italy ★★★★☆ 133 views
Brenda Falk
Santa Giusta
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La chiesa di Santa Giusta, che si erge imponente su un poggio nella via principale della città omonima, colpisce immediatamente per la sua maestosa scalinata e la sua architettura romanica. Un vero gioiello che ha influenzato il design di altre chiese nella zona, come quella di San Pietro di Terralba.

Un tempo cattedrale della diocesi di Santa Giusta, attiva fino al 1503, la data esatta della sua costruzione rimane un mistero, sebbene si stimi sia stata edificata tra il 1135 e il 1145. Lo stile romanico-pisano, influenzato dalle maestranze toscane, ricorda quello del duomo di Pisa.

Nonostante il passare dei secoli, la basilica ha mantenuto intatta la sua bellezza originale. Lunga 28 metri e larga la metà, l’edificio è formato da un’aula divisa in tre navate con sette colonne per lato, la centrale con copertura lignea e le minori a crociera, e da una cripta sottostante, unica nel suo genere nel Romanico sardo, interamente in muratura e caratterizzata da quattro piccole navate, voltate a crociera e divise da colonne nane in marmo.

Tra i tre altarini interni, uno custodisce le reliquie delle sante Giusta, Giustina ed Enedina.

La facciata, costruita come il resto della chiesa in arenaria proveniente dalle cave della penisola del Sinis, presenta un’arcata che inquadra il portale, decorato da sculture in marmo raffiguranti un leone e una leonessa in atto di cacciare rispettivamente un porco e un capriolo, simboli della vittoria del Vangelo sull'eresia.

 Le colonne interne, pezzi riusati dell'epoca romana forse provenienti dalla città di Tharros, variano in stile (corinzio, ionico e composito) così come i capitelli, in marmo e granito. La varietà di stili si rispecchia anche nella cripta, dove i capitelli sono in calcare e scolpiti ex novo.

Si ipotizza che la cripta sia stata il primo santuario dedicato a Demetra e Kore, indicando la presenza di un tempio nel IV-III secolo a.C. La regione di Santa Giusta, situata in provincia di Oristano, fu un tempo sede di Othoca, una città fenicio-punica e poi romana, abbandonata nel Medioevo per concentrarsi intorno al poggio dove ora sorge la cattedrale. Questa chiesa non è solo un monumento storico, ma anche un simbolo della profonda stratificazione culturale e religiosa della zona.

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